"La pausa rinfrescante" è questo lo slogan che ebbe un impatto enorme dal 1929, quando comparve per la prima volta poco
prima dell'inizio della grande crisi economica. La coincidenza fortuita tra i due avvenimenti, il nuovo slogan e la "pausa" drammatica dell'economia, ha dato luogo a qualche commento ironico. Ma, a conti fatti
lo slogan cadeva bene. In un periodo così teso, in cui il lavoro, per quelli che erano riusciti a sfuggire alla disoccupazione, era duro, questo slogan trovava un'eco favorevole. Inoltre, nell'America di allora
segnata dai conflitti sociali, una tale formula era forse l'unica che potesse indirizzarsi indifferentemente a tutti i lavratori, operai, impiegati, se si ammette che, nella giornata lavorativa, la pausa è il momento
meno disegualitario. Persino Santa Claus, una delle immagini celebri di questa campagna, fa una pausa, nel suo faticoso giro dei camini, per dissetarsi.
Lo slogan venne ripreso in varie lingue, a volte tardivamente, ma sempre con sorprendente successo. Difatti nel 1955 ricomparve in Germania come Mach mal Pause. Tanti, allora, non esitarono ad affermare che lo slogan
gareggiava in celebrità con la parola d'ordine di Marx: "Proletari di tutto il mondo unitevi". |