Nel 1979 il nuovo slogan fu "Bevi una Coke e sorridi". Nello spot, mentre "Mean" joe Greene, giocatore nero dei Pittsburgh Steeler, infortunatosi durante un incontro, zoppicava nel tunnel dello stadio verso gli spogliatoi,
un timido ragazzo con un faccione da luna piena e una Coke da 16 oncie in mano, lo chiamava timidamente: "Signor Greene, signor Greene". Il giocatore di football si voltò a metà. "Sì" ringhiò. Il ragazzo farfugliò, "voglio che lei sappia che io credo, io credo che lei sia sempre il migliore".
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Per nulla commosso, Greene borbottò: "Sì, certamente" e, fece per allontanarsi. Disperato, incapace di pensare a qualcos'altro, il ragazzo gli offrì la sua Coke, mafu respinto. "Davvero", insistette. "La prenda". Con rassegnazione,
Greene si intenerì, prese la bottiglia e la scolò in un lungo, glorioso sorso. |
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La musica si alzava mentre voci gioiose cantavano in coro: "Bevi una Coke e sorridi". Mentre il ragazzo tornava indietro tristemente, il giocatore, ora completamente rinfrescato, gridava: "Hei, ragazzo!" e gli lanciava la
sua maglia. Mostrando quindi uno sfavillante sorriso che metteva in pace con il mondo, si dirigeva verso gli spogliatoi. |
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La vicenda di Mean Joe Greene fece subito scalpore. Benchè si fosse pensato di metterla in onda solo un anno dopo la presentazione della campagna, gli imbottigliatori assalirono subito Bill Van Loan, il tecnico del marketing Coca-Cola,
chiedendo che venisse immediatamente trasmessa. |
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Migliaia di spettatori scrissero per ringraziare la Compagnia per la migliore pubblicità che avessero mai visto. Anche ai media essa piacque, tanto che scrissero articoli sulla "performance" di Mean Joe su "Newsweek, People,
Sports Illustrated" e sul "New York Times", e il giocatore/attore apparve personalmente su Good Morning America e nello spettacolo televisivo Today. La pubblicità ispirò anche un film per la TV. Greene rivelò che le prove per lo spot si erano protratte per tre estenuanti giorni, in parte perchè
Tommy Oken, l'attore di dieci anni, continuava a sbagliare la sua parte accecato dalla sua sincera venerazione per Greene. L'ultimo giorno, il giocatore di football si era scolato diciotto bottiglie da 16 oncie di Coca-Cola, e ancora riusciva a sorridere. "Quando Joe si gira indietro, alla fine", disse un colto
dirigente della Coke, "sembra che stia recitando Otello". Era, notò tristemente l'ex pubblicitario della Pepsi John Bergin, "la pubblicità perfetta". |